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Sweat. Music. Myth.

Lezioni individuali di Yoga, Pilates e Reformer a Brescia. Una pratica cucita su di te, un'ora alla volta.

Roberta sorride in una torsione in affondo, il braccio teso verso l'alto
Roberta seduta sul tappetino, mani giunte davanti al viso, davanti a una finestra luminosa

Cos'è PULSE

PULSE è un battito. È quell’impulso che ti fa sentire la vita addosso. Si ispira a Savitr, la divinità vedica che incarna l’energia capace di risvegliare e mettere in movimento. Muoversi, lasciarsi attraversare dalla musica, ritrovare nelle storie qualcosa che risuona dentro di noi. È da qui che nasce la mia pratica.
Sweatil corpo in movimento Musicil ritmo che accompagna Mythla storia che dà senso

Pratica PULSE 1:1

Solo tu e io: ogni lezione parte da dove sei oggi. Hatha Yoga, Pilates e Reformer, insieme a mobilità, forza e respiro.

01

Per chi inizia

Vuoi avvicinarti allo yoga o al pilates con qualcuno che ti segua passo passo.

02

Per chi vuole andare a fondo

Pratichi già e vuoi approfondire posture, allineamento e consapevolezza.

03

Per chi fa sport

Cerchi un giorno a settimana di controllo, mobilità e recupero per allenarti meglio.

Yoga

Individuale · 60 min

Hatha Yoga: posture, respiro e ascolto, al tuo ritmo.

Pilates

Individuale · 60 min

Matwork: forza profonda, controllo e postura.

Reformer

Individuale · 60 min

Pilates sul Reformer: resistenza guidata, precisione e allungamento.

Roberta in sospensione sulle braccia, il corpo parallelo al pavimento

Orari

Lunedì
17–1818–1919–20
Martedì
17–1818–1919–20
Mercoledì
7–88–99–1010–11

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Variante della posizione del piccione
Roberta in un backbend in piedi, le braccia aperte all'indietro
Bhujangasana, il cobra, all'aperto
Roberta in equilibrio su una gamba, la mano che afferra il piede sollevato

Chi sono

Ciao, sono Roberta.

Insegno Yoga, Pilates e Reformer. Nella mia pratica il corpo lavora e suda, la musica dà il ritmo e ogni postura porta con sé una storia da attraversare.

Lavoro uno a uno perché ogni corpo ha i suoi tempi: costruiamo insieme una pratica che ti somigli, che tu stia iniziando o che tu voglia spingerti più in là.

Formazione

  • Hatha Yoga550 ore di formazione certificataTesserino tecnico CSEN
  • Pilates Matwork62 ore di formazione · RYB Academy – Fusion PilatesTesserino tecnico ASI
  • Pilates Reformer62 ore di formazione · RYB Academy – Fusion PilatesTesserino tecnico ASI
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Le playlist PULSE

La musica è il battito della pratica. Playlist per muoverti, respirare e rallentare, anche quando pratichi da sola.

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Plank laterale con la mano al piede, accanto al tappetino una campana e una campana tibetana

Il podcast PULSE

PULSE: Yoga e Mito. Posture e miti da attraversare sul tappetino. Ogni episodio racconta la storia che si nasconde dietro una postura e ti accompagna a viverla nel corpo.

1Stagione
10Episodi
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Myth & Movement

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Gira la roulette e scopri la postura, il mito e l'episodio di oggi.

Illustrazione di Vasiṣṭhāsana

Episodio 10 — La forza che si coltiva

LA FORZA

Vasiṣṭhāsana

La postura di Vasiṣṭha

IntermedioEquilibrio

Il mito, in breve

Vasiṣṭha vive nel suo eremo quando arriva Viśvāmitra, un re potente, con tutto il suo esercito. Grazie a Śabalā, la vacca straordinaria dell’eremo, Vasiṣṭha nutre ogni soldato. Il re la vuole per sé e prova a prenderla con la forza, ma ogni arma si spegne contro il bastone del saggio. Viśvāmitra capisce allora che esiste una forza che nessun esercito può conquistare. Lascia il trono e comincia un lungo cammino di disciplina, fino a diventare anch’egli un saggio. La forza di Vasiṣṭha non si impone: è stata coltivata, giorno dopo giorno.

Sul tappetino

La forza vera non si prende. Si coltiva, un respiro alla volta.

Nel corpo

Dalla plank ruota sul fianco, spingi il pavimento lontano con la mano e solleva il bacino. Il braccio in alto continua la linea delle spalle.

Tempo

3–5 respiri per lato

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Libreria PULSE

Esplora le storie

Stagione 1 · 10 episodi
Illustrazione di Ardha Chandrāsana
Ep. 01

Trovare l’equilibrio

Leggi il mito

La Mezza Luna

Chandra, il dio della luna, sposò le ventisette figlie di Dakṣa, le stelle che segnano il cammino lunare. Ma fra tutte preferiva Rohiṇī e trascurava le altre. Dakṣa, furioso per l’ingiustizia, lo maledisse: Chandra avrebbe perso lentamente la propria luce fino a scomparire. La luna cercò allora rifugio in Śiva, che la accolse tra i suoi capelli. La maledizione non fu cancellata, ma trasformata in un ciclo: Chandra continua a calare, poi torna a crescere. La sua luce non resta mai identica, eppure la luna non smette di essere luna.

Sul tappetino

L’equilibrio non è immobilità. È imparare a restare mentre tutto si muove.

Nel corpo

Radica la gamba d’appoggio. Allunga la gamba sollevata e apri gradualmente il torace.

Tempo

3–5 respiri

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Illustrazione di Anantāsana
Ep. 02

L’onestà che sostiene

Leggi il mito

La postura di Ananta

Ananta significa “senza fine”. È il grande serpente cosmico, chiamato anche Śeṣa, disteso sull’oceano primordiale mentre sostiene Viṣṇu nel suo sonno. Intorno a lui l’universo nasce, si dissolve e ricomincia; Ananta rimane, non perché sia rigido, ma perché non deve fingere di essere altro da ciò che è. Nella sua quiete non c’è passività: c’è una stabilità profonda, capace di sostenere il movimento del mondo senza inseguirlo.

Sul tappetino

Non serve fare di più per essere stabili. Serve togliere ciò che non è vero.

Nel corpo

Allunga il fianco a terra, mantieni il bacino stabile e distendi la gamba verso l’alto senza perdere il centro.

Tempo

5 respiri per lato

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Illustrazione di Hanumānāsana
Ep. 03

L’amico che porta la montagna

Leggi il mito

La spaccata di Hanumān

Durante la guerra narrata nel Rāmāyaṇa, Lakṣmaṇa viene ferito gravemente. Per salvarlo serve la sanjīvanī, un’erba che cresce su una montagna lontana e deve arrivare prima dell’alba. Hanumān vola fino alla montagna, ma davanti a tutte quelle piante non riesce a riconoscere quella giusta. Non torna indietro e non finge di sapere: solleva l’intera montagna e la porta con sé. Il suo gesto non nasce dalla perfezione, ma dall’attenzione e dalla scelta totale di esserci quando un amico ha bisogno.

Sul tappetino

Non ha la risposta perfetta, ma sceglie comunque di esserci. Per chi porteresti la montagna intera?

Nel corpo

Usa i supporti necessari. Allunga le gambe progressivamente e mantieni il bacino orientato in avanti.

Tempo

30–45 secondi

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Illustrazione di Matsyāsana
Ep. 04

Il pesce che chiede fiducia

Leggi il mito

Il Pesce

Manu trova tra le mani un pesce minuscolo che gli chiede protezione. Lo mette in un vaso, ma il pesce cresce; lo sposta in uno stagno, poi in un fiume e infine nell’oceano. Solo allora il pesce rivela di essere Matsya, una forma di Viṣṇu, e annuncia l’arrivo di un diluvio. Manu prepara una barca con i semi della vita, i saggi e la conoscenza da salvare. Quando le acque sommergono il mondo, Matsya guida la barca attraverso il caos. La salvezza comincia dal gesto di avere ascoltato qualcosa che, all’inizio, sembrava troppo piccolo per essere importante.

Sul tappetino

Qual è il piccolo segnale che dentro di me sta chiedendo fiducia?

Nel corpo

Solleva lo sterno, apri il petto e mantieni il collo libero, senza caricare il peso sulla testa.

Tempo

5 respiri

▶ Ascolta su Spotify
Illustrazione di Matsyendrāsana
Ep. 05

Il segreto ascoltato in profondità

Leggi il mito

La posizione di Matsyendra

Śiva decide di trasmettere a Pārvatī gli insegnamenti più segreti dello yoga e sceglie un luogo isolato, vicino all’oceano. Crede che nessun altro possa sentirli. Nell’acqua, però, un pesce ascolta in silenzio. Non interrompe, non chiede, non cerca di impadronirsi delle parole: rimane presente abbastanza a lungo perché l’insegnamento lo trasformi. Quel pesce diventa Matsyendra, il “signore dei pesci”, ricordato come uno dei grandi maestri della tradizione Nātha. La sua conoscenza non nasce dalla conquista, ma da un ascolto così profondo da cambiare la sua forma.

Sul tappetino

Che cosa dentro di me posso sentire solo se smetto di forzare?

Nel corpo

Allunga la colonna durante l’inspiro e approfondisci dolcemente la torsione durante l’espiro.

Tempo

5 respiri per lato

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Illustrazione di Garuḍāsana
Ep. 06

La libertà dentro il nodo

Leggi il mito

L’Aquila

Garuḍa nasce dentro una storia già cominciata. Sua madre Vinatā è diventata schiava di Kadrū e dei Nāga a causa di un inganno che lui non ha commesso. Per liberarla, Garuḍa accetta di conquistare l’amṛta, il nettare dell’immortalità custodito dagli dèi. Attraversa il fuoco, supera le difese celesti e arriva fino al vaso, ma non beve neppure una goccia. Viṣṇu, colpito dalla sua forza e dal suo dominio di sé, gli concede l’immortalità; Indra recupera poi il nettare, mentre Vinatā viene liberata. Garuḍa raggiunge il potere senza dimenticare la ragione del viaggio.

Sul tappetino

A volte la libertà non comincia aprendo le ali. Comincia imparando a restare presenti dentro ciò che ci stringe.

Nel corpo

Piega le ginocchia, avvolgi gambe e braccia, allarga il dorso e trova un punto fermo davanti a te.

Tempo

5 respiri

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Illustrazione di Vīrabhadrāsana II
Ep. 07

Quando il dolore diventa rabbia

Leggi il mito

Il Guerriero II

Dakṣa organizza un grande sacrificio e invita dèi e sovrani, ma esclude deliberatamente Śiva. Satī, sua figlia e sposa di Śiva, si presenta comunque e viene umiliata davanti all’assemblea. Incapace di restare dentro quel disprezzo, entra nel fuoco del sacrificio. Quando Śiva apprende la sua morte, il dolore diventa furia: strappa una ciocca dei propri capelli e la scaglia a terra. Da quel gesto nasce Vīrabhadra, il guerriero terribile che irrompe nel rito e lo distrugge. Non è l’immagine rassicurante della forza interiore: è il momento in cui una ferita trova un corpo, una direzione e un’azione.

Sul tappetino

Che cosa succede quando il dolore prende forma per agire?

Nel corpo

Piega il ginocchio anteriore, mantieni la gamba posteriore attiva e guarda oltre la mano davanti a te.

Tempo

5 respiri per lato

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Illustrazione di Kūrmāsana
Ep. 08

La forma nascosta del sostegno

Leggi il mito

La Tartaruga

Dèi e asura vogliono recuperare ciò che è andato perduto e raggiungere l’amṛta, il nettare dell’immortalità. Per farlo zangolano l’oceano di latte, usando il monte Mandara come bastone e il serpente Vāsuki come corda. Ma il monte comincia a sprofondare. Allora Viṣṇu prende la forma di Kūrma, una tartaruga, si immerge sotto l’oceano e accoglie il monte sul proprio guscio. Nessuno lo vede, eppure tutto il lavoro dipende da lui: dall’oceano emergono veleno e tesori, e infine il nettare. Kūrma non guida il movimento e non lo reclama: lo rende possibile restando al di sotto.

Sul tappetino

Ciò che sostiene non sempre si vede. Che cosa ti tiene a galla mentre tutto intorno si agita?

Nel corpo

Da seduta, apri le gambe e piega le ginocchia. Scivola con le braccia sotto le ginocchia e lascia che il busto scenda verso terra senza forzare.

Tempo

5–8 respiri

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Illustrazione di Naṭarājāsana
Ep. 09

La forma della trasformazione

Leggi il mito

Il Re della Danza

Śiva entra nella foresta di Tillai nelle sembianze di Bhikṣāṭana, un mendicante. I saggi che vivono lì non lo riconoscono e reagiscono alla sua presenza cercando di distruggerlo: evocano una tigre, un serpente, un nano feroce. Śiva non fugge. Indossa la pelle della tigre, si avvolge il serpente al collo, posa il piede sul nano Apasmāra e comincia a danzare. È la danza del Naṭarāja, il re della danza, che crea e dissolve il mondo nello stesso gesto. I saggi capiscono chi hanno davanti solo quando smettono di difendersi e guardano.

Sul tappetino

Ogni trasformazione chiede di lasciar andare una forma. Che cosa sei disposta a far danzare via?

Nel corpo

Radica il piede d’appoggio, afferra il piede posteriore e spingilo nella mano mentre il petto si apre in avanti. Il braccio libero indica la direzione.

Tempo

3–5 respiri per lato

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Illustrazione di Vasiṣṭhāsana
Ep. 10

La forza che si coltiva

Leggi il mito

La postura di Vasiṣṭha

Vasiṣṭha vive nel suo eremo quando arriva Viśvāmitra, un re potente, con tutto il suo esercito. Grazie a Śabalā, la vacca straordinaria dell’eremo, Vasiṣṭha nutre ogni soldato. Il re la vuole per sé e prova a prenderla con la forza, ma ogni arma si spegne contro il bastone del saggio. Viśvāmitra capisce allora che esiste una forza che nessun esercito può conquistare. Lascia il trono e comincia un lungo cammino di disciplina, fino a diventare anch’egli un saggio. La forza di Vasiṣṭha non si impone: è stata coltivata, giorno dopo giorno.

Sul tappetino

La forza vera non si prende. Si coltiva, un respiro alla volta.

Nel corpo

Dalla plank ruota sul fianco, spingi il pavimento lontano con la mano e solleva il bacino. Il braccio in alto continua la linea delle spalle.

Tempo

3–5 respiri per lato

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